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	<title>Alpha Evox 2 &#187; ubuntu</title>
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	<description>alphaoneweb.com alpha evox</description>
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		<title>UNR: alternativa Ubuntu ottimizzata per Netbook</title>
		<link>http://www.alphaoneweb.com/2009/08/11/unr-alternativa-ubuntu-ottimizzata-per-netbook/</link>
		<comments>http://www.alphaoneweb.com/2009/08/11/unr-alternativa-ubuntu-ottimizzata-per-netbook/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 09:43:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[General]]></category>
		<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorials]]></category>
		<category><![CDATA[clonezilla]]></category>
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		<category><![CDATA[netbook]]></category>
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		<category><![CDATA[unr]]></category>
		<category><![CDATA[usb]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ciao ragazzi,
da qualche tempo bazzico con un netbook e dopo vari esperimenti e reinstallazioni non mi sono ancora convinto di essere riuscito a sfruttarlo al meglio&#8230;ovvero di utilizzare al massimo le sue già discrete potenzialità..
Così mi sono deciso di dover riuscire a trovare qualche alternativa al solito Windows XP standard e di provare Ubuntu Netbook [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.alphaoneweb.com/wp-content/uploads/2009/08/UbuntuLogo.png" alt="" width="179" height="179" /></p>
<p>Ciao ragazzi,</p>
<p>da qualche tempo bazzico con un netbook e dopo vari esperimenti e reinstallazioni non mi sono ancora convinto di essere riuscito a sfruttarlo al meglio&#8230;ovvero di utilizzare al massimo le sue già discrete potenzialità..</p>
<p>Così mi sono deciso di dover riuscire a trovare qualche alternativa al solito Windows XP standard e di provare Ubuntu Netbook Remix (UNR), una versione ottimizzata di ubuntu per tutti i netbook con <span style="text-decoration: line-through;">CPU Atom</span> (praticamente tutti) che richiede almeno 384 MB di RAM.</p>
<p><span id="more-264"></span></p>
<blockquote><p>Se non siete sicuri che il vostro netbook sia supportato vi consiglio di verificarlo preventivamente <a title="supported netbooks" href="https://wiki.ubuntu.com/HardwareSupport/Machines/Netbooks" target="_blank">QUI</a></p></blockquote>
<p>Vorrei ora premettere una serie di considerazioni:</p>
<ol>
<li>Personalmente faccio parte di quelle persone che non credono che Linux possa ancora sostituire Windows se non altro in ambito professionale.</li>
<li>Sono e vi invito ad essere consapevoli del fatto che utilizzando un sistema operativo diverso da Windows purtroppo mi/vi costringerà ad accettare dei compromessi e qualche volta a rinunciare ai vostri software preferiti o talvolta molto molto utili (per quanto mi riguarda ad esempio qualche tool di gestione di qualche apparato di rete, Microsoft Visio, Office etc.).</li>
<li>Prima di buttare tutta la vostra attuale installazione vi consiglio vivamente di fare un bel backup o immagine del sistema operativo, magari utilizzando un tool come <a title="symantec norton ghost" href="http://www.symantec.com/norton/ghost" target="_blank">Symantec Norton Ghost</a> o <a title="clonezilla" href="http://clonezilla.org/" target="_self">Clonezilla </a>(alternativa meno user-friendly ma gratuita).</li>
</ol>
<p>Detto questo possiamo cominciare il processo di download ed installazione di UNR:</p>
<p>1. Per prima cosa procediamo allo scaricamento dell&#8217;immagine da <a title="unr" href="http://www.ubuntu.com/GetUbuntu/download-netbook" target="_blank">questo sito.</a></p>
<p>2. Una volta ottenuto il file .img dovremmo procedere alla sua conversione prima di trasferirlo all&#8217;interno di una nostra <span style="text-decoration: underline;">chiavetta USB da almeno 1 GB</span>. Il processo di conversione risulta essere molto semplice se accettiamo l&#8217;aiuto di <a title="disk imager" href="https://launchpad.net/win32-image-writer/+download" target="_blank">Disk Imager</a> un software gratuito che farà tutto il necessario al posto nostro. Putroppo è disponibile solo per Windows.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.alphaoneweb.com/wp-content/uploads/2009/08/diskimager.png" alt="" /></p>
<blockquote><p><span style="color: #3366ff;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>IMPORTANTE</strong></span></span>: Una volta terminato il processo se tentiamo di vedere il contenuto della nostra chiavetta USB tutto risulterà illeggibile e Windows ci chiederà se deve formattarla&#8230;è normale, e quindi non formattiamola se non vogliamo vanificare tutto il lavoro fatto fino adesso! <img src='http://www.alphaoneweb.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p></blockquote>
<p>3. A questo punto inseriamo la chiave USB sul nostro netbook ed avviamolo selezionando come dispositivo di boot la nostra chiavetta.</p>
<p>4. Visualizzeremo la solita schermatina di boot all&#8217;interno della quale scegliere la tipologia di avvio di ubuntu ed avremo, selezionando la prima opzione, anche solo la possibilità di provarlo senza sovrascrivere nulla all&#8217;interno del nostro Hard Disk oltre che la possibilità di procedere all&#8217;installazione vera e propria.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Considerazioni:</strong></span></p>
<p>UNR si presenta veramente snello e si vede proprio che la sua interfaccia è frutto di un discreto studio di usabilità. Come tutte le versioni di linux presume che l&#8217;utente ci perda qualche giornatina per essere messo a punto ma forse di per se rappresenta una delle più valide alternative a Windows su dispositivi Netbook.</p>
<p align="center"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/P1QCiUKY9JQ" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/P1QCiUKY9JQ"></embed></object></p>
<p>E voi che ne pensate?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Bmon: monitorare la scheda di rete da terminale</title>
		<link>http://www.alphaoneweb.com/2009/04/08/bmon-monitorare-la-scheda-di-rete-da-terminale/</link>
		<comments>http://www.alphaoneweb.com/2009/04/08/bmon-monitorare-la-scheda-di-rete-da-terminale/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 19:22:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[bandwidth]]></category>
		<category><![CDATA[bmon]]></category>
		<category><![CDATA[monitor]]></category>
		<category><![CDATA[network]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ciao ragazzi,
oggi voglio parlarvi di un tool veramente molto utile per chi spesso lavora su linux da terminale;
si tratta di bmon, che vi permette di visualizzare il traffico generato dalle schede di rete del vostro computer.

Quante volte vi è capitato di avere la necessità di monitorare il throughput (carico di lavoro) di una scheda appartenente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-185" title="bmon" src="http://www.alphaoneweb.com/wp-content/uploads/2009/04/bmon-150x150.png" alt="bmon" width="150" height="150" /></p>
<p>Ciao ragazzi,</p>
<p>oggi voglio parlarvi di un tool veramente molto utile per chi spesso lavora su linux da terminale;</p>
<p>si tratta di <a href="http://freshmeat.net/projects/bmon/" target="_blank">bmon</a>, che vi permette di visualizzare il traffico generato dalle schede di rete del vostro computer.</p>
<p><span id="more-180"></span></p>
<p>Quante volte vi è capitato di avere la necessità di monitorare il throughput (carico di lavoro) di una scheda appartenente ad un computer (server) ubuntu senza interfaccia grafica installata? Beh, personalmente parecchie volte ed ecco perchè ho sentito l&#8217;esigenza di utilizzare questo semplice e leggerissimo software.</p>
<p>Bene, per tutto gli interessati è disponibile lanciando il seguente comando:</p>
<pre>$ apt-get install bmon</pre>
<p>una volta installato sarà sufficiente lanciarlo per scoprirne le funzionalità.</p>
<p><strong><span style="color: #3366ff;">TIP</span></strong>: in modalità a tutto schermo è possibile avere un grafico a caratteri della situazione reale del traffico semplicemente premendo il tasto &#8220;G&#8221;</p>
<p>Spero possa tornarvi utile!</p>
<p>Alla prossima.</p>
<h2><span style="color: #ffcc00;">REFERENCES</span>:</h2>
<p><a href="http://freshmeat.net/projects/bmon/" target="_blank">http://freshmeat.net/projects/bmon/</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ubuntu UDEV management</title>
		<link>http://www.alphaoneweb.com/2009/04/06/ubuntu-udev-management/</link>
		<comments>http://www.alphaoneweb.com/2009/04/06/ubuntu-udev-management/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 18:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
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		<category><![CDATA[disco]]></category>
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		<description><![CDATA[
Questa settimana ho deciso finalmente di acquistare un disco USB esterno da utilizzare essenzialmente come dispositivo di backup per il mio PC.
Tutto contento arrivo a casa, lo scarto e lo collego al computer&#8230;fantastico!
mi accingo a consultare il buon &#8220;/var/log/messages&#8221; per vedere come il sistema ha deciso di mapparlo e preparo il mio fstab affinché al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-166" title="udev" src="http://www.alphaoneweb.com/wp-content/uploads/2009/04/udev.jpg" alt="udev" width="136" height="100" /></p>
<p>Questa settimana ho deciso finalmente di acquistare un disco USB esterno da utilizzare essenzialmente come dispositivo di backup per il mio PC.</p>
<p>Tutto contento arrivo a casa, lo scarto e lo collego al computer&#8230;fantastico!</p>
<p><span id="more-163"></span>mi accingo a consultare il buon &#8220;/var/log/messages&#8221; per vedere come il sistema ha deciso di mapparlo e preparo il mio fstab affinché al prossimo riavvio basti un semplice mount della cartella sul filesystem che ho deciso di dedicare al disco per cominciare ad utilizzarlo.</p>
<p>A questo punto preparo la configurazione per il mio software di backup (per la cronaca &#8220;sbackup&#8221; anche se sincermante non mi entusiasma particolarmente&#8230;!) e decido di riavviare per verificare di aver fatto tutto in maniera corretta.</p>
<p>Bene&#8230;provo a montare il disco&#8230;niente&#8230;ricevo il seguente errore:</p>
<pre>mount: special device /dev/sda1 does not exist</pre>
<p>&#8230;strizzo un po&#8217; gli occhi&#8230;controllo nuovamente i file di log e vedo che questa volta il sistema ha deciso di linkare il mio disco removibile con un link differente&#8230;</p>
<p>Vi è mai capitato? Suppongo di si&#8230;e per questa ragione ho deciso di descrivervi al meglio come risolvere la situazione in maniera elegante e veloce.</p>
<p>Ma prima di cominciare, come al solito, farò del mio meglio per cercare di approfondire un po&#8217; l&#8217;argomento&#8230; e nello specifico quello che riguarda UDEV il device manager per eccellenza dei kernel 2.6.x.</p>
<p>UDEV è il gestore dei dispositivi (dev) per i sistemi linux basati su kernel 2.6.x.</p>
<p>La sua funzione primaria è quella di gestire la creazione dei nodi dei dispositivi (/dev) di sistema e a differenza dei suoi predecessori (es. devfs) che creavano dei dispositivi statici, UDEV popola dinamicamente la directory /dev di sistema permettendo la creazione solo di dispositivi realmente presenti sul nostro personal computer.</p>
<p>Questo permette in buona sostanza di avere dei riferimenti a livello di sistema operativo solo per i dispositivi hardware realmente presenti migliorando di conseguenza le performance del processo di avvio/boot del nostro OS basato su linux.</p>
<p>Un&#8217;altra delle caratteristiche premianti di UDEV è quella di poter utilizzare delle vere e proprie regole che ci permettano di:</p>
<ul>
<li>RInominare il nodo di un dispositivo con un nome personalizzato e magari più intuitivo</li>
<li>Cambiare i permessi e la proprietà di un nodo specifico</li>
<li>Eseguire un script quando un dispositivo viene creato o cancellato (tipicamente collegato o scollegato dal computer)</li>
<li>Rinominare un&#8217;interfaccia di rete</li>
</ul>
<p>Detto questo&#8230; come procedere?</p>
<p>Per prima cosa, una volte inserito il disco USB esterno è necessario individuare qualche informazione utile:</p>
<pre>$ less /var/log/messages

kernel: [ 1288.443028] usb 5-1: new high speed USB device using ehci_hcd and address 3
kernel: [ 1288.664870] usb 5-1: configuration #1 chosen from 1 choice
kernel: [ 1288.855812] usbcore: registered new interface driver libusual
kernel: [ 1288.879351] Initializing USB Mass Storage driver...
kernel: [ 1288.894268] scsi0 : SCSI emulation for USB Mass Storage devices
kernel: [ 1288.902372] usbcore: registered new interface driver usb-storage
kernel: [ 1288.902384] USB Mass Storage support registered.
kernel: [ 1293.937346] scsi 0:0:0:0: Direct-Access     ST332082 0A               3.AA PQ: 0 ANSI: 0
kernel: [ 1293.976633] SCSI device <strong>sda</strong>: 625142448 512-byte hdwr sectors (320073 MB)
kernel: [ 1293.977973] <strong>sda:</strong> Write Protect is off
kernel: [ 1293.979344] SCSI device <strong>sda</strong>: 625142448 512-byte hdwr sectors (320073 MB)
kernel: [ 1293.980467] <strong>sda:</strong> Write Protect is off
kernel: [ 1293.981053]  <strong>sda:</strong> <strong>sda1</strong>
kernel: [ 1294.000894] sd 0:0:0:0: Attached scsi disk <strong>sda</strong>
kernel: [ 1294.014048] sd 0:0:0:0: Attached scsi generic sg0 type 0</pre>
<p>Quindi lanciamo il seguente comando:</p>
<pre>$ udevinfo -a -p $(udevinfo -q path -n /dev/sda)</pre>
<p>oppure il relativo tool con tanto di GUI:</p>
<pre>$ usbview (eventualmente da installare)</pre>
<p>visualizzeremo delle informazioni simili alle seguenti:</p>
<p><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-169" title="screenshot-usb_viewer" src="http://www.alphaoneweb.com/wp-content/uploads/2009/04/screenshot-usb_viewer-150x150.png" alt="screenshot-usb_viewer" width="150" height="150" /></p>
<p>dove quelle che prenderemo in considerazione sono:</p>
<p><strong> <span style="color: #3366ff;">Manufacturer: Iomega<br />
Serial Number: 38744678BGT</span></strong></p>
<p>Fatto questo creiamo la seguente regola:</p>
<pre>$ sudo vi /etc/udev/rules./10-IomegaUSB.rules</pre>
<p>all&#8217;interno della quale scriveremo:</p>
<pre>ATTRS{manufacturer}=="Iomega", ATTRS{serial}=="38744678BGT", KERNEL=="sd?1", NAME="IomegaUSB"</pre>
<p>Ecco una breve spiegazione:</p>
<p><span style="color: #3366ff;"><strong>ATTRS{manufacturer}==&#8221;Iomega&#8221;</strong> e <strong>ATTRS{serial}==&#8221;38744678BGT&#8221;</strong></span> sono dei parametri semplicemente presi dall&#8217;output del comando &#8220;udevinfo&#8221;</p>
<p><span style="color: #3366ff;"><strong>KERNEL==&#8221;sd?1&#8243;</strong></span> è considera solo le partizioni dei nodi di tipo device disco (consigliato)</p>
<p><span style="color: #3366ff;"><strong>NAME=&#8221;IomegaUSB&#8221;</strong></span> indica ad UDEV di creare un nodo (dev) persistente in riferimento al disco USB esterno</p>
<p>Salviamo quindi le modifiche apportate al file appena creato e riavviamo UDEV: (non obbligatorio ma consigliato)</p>
<pre>$ sudo /etc/init.d/udev restart</pre>
<p>Ora crediamo la cartella che andremo ad utilizzare per mappare il disco con i seguenti comandi:</p>
<pre>$ sudo mkdir /media/IomegaUSB
$ sudo chmod -R 775 /media/IomegaUSB
$ sudo chown -R root.plugdev /media/IomegaUSB</pre>
<p>A questo punto il gioco è quasi fatto&#8230;le ultime modifiche consistono nell&#8217;editare il file &#8220;/etc/fstab&#8221; aggiungendo la seguente linea alla fine:</p>
<pre>$ sudo vi /etc/fstab</pre>
<pre>/dev/IomegaUSB       /media/IomegaUSB auto user,noauto,rw,exec  0       0</pre>
<p>E&#8217; quindi giunta finalmente l&#8217;ora di godersi il nuovo disco in santa pace!</p>
<p style="text-align: left;">Alla prossima!</p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #ffcc00;"><strong>References</strong></span></h2>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #3366ff;">UDEV</span><strong>:</strong></p>
<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Udev" target="_blank"> http://en.wikipedia.org/wiki/Udev</a></p>
<p><span style="color: #3366ff;">UDEV RULES</span><strong>: </strong></p>
<p><a href="http://ubuntuforums.org/showthread.php?t=168221" target="_blank">http://ubuntuforums.org/showthread.php?t=168221</a><br />
<a href="http://reactivated.net/writing_udev_rules.html" target="_blank">http://reactivated.net/writing_udev_rules.html</a></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #ffcc00;">FAQ Rilevate su Internet:</span></h2>
<ul>
<li><span style="text-decoration: underline;"><strong>OK, perfetto&#8230;adesso il mio disco è collegato e montato&#8230;ma com&#8217;è che non riesco a scriverci dentro se non solo come utente root!?</strong></span></li>
</ul>
<p>Diciamo che può succedere ma che comunque grazie ad UDEV non è un problema&#8230;basta controllare di essere membri del gruppo plugdev con il seguente comando:</p>
<p>$id</p>
<p>Eventualmente lo fossimo allora controllare i permessi della cartella dove avete montato il vostro device.</p>
<ul>
<li> <span style="text-decoration: underline;"><strong>Bello&#8230;ma come posso montare il mio disco senza per forza doverlo fare da utente root??</strong></span></li>
</ul>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong></strong></span>è sufficiente assicurarsi che all&#8217;interno del file /etc/fstab il disco in considerazione sia montato con il parametro &#8216;user&#8217; (vedi esempio sopra)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Installare Ubuntu via PXE</title>
		<link>http://www.alphaoneweb.com/2009/03/31/installare-ubuntu-via-pxe/</link>
		<comments>http://www.alphaoneweb.com/2009/03/31/installare-ubuntu-via-pxe/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 22:10:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorials]]></category>
		<category><![CDATA[boot]]></category>
		<category><![CDATA[installazione]]></category>
		<category><![CDATA[network]]></category>
		<category><![CDATA[pxe]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[
In questo articolo mi sono divertito a descrivere passo passo come installare Ubuntu via PXE (Pre-Boot Execution Environment).
Ma Cos&#8217;è PXE?
La prima domanda che a mio avviso potrebbe sorgere spontanea è: ma che cos&#8217;è il PXE (Pre-Boot Execution Environment)?? Il PXE non altro che una delle specifiche definite dal WfM (Wired for Management) di Intel la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-148" title="ubuntu-splash-brown" src="http://www.alphaoneweb.com/wp-content/uploads/2009/03/ubuntu-splash-brown-300x290.png" alt="ubuntu-splash-brown" width="208" height="201" /></p>
<p>In questo articolo mi sono divertito a descrivere passo passo come installare Ubuntu via PXE (Pre-Boot Execution Environment).</p>
<p><strong><span style="color: #3366ff;"><span id="more-144"></span>Ma Cos&#8217;è PXE?</span></strong></p>
<p>La prima domanda che a mio avviso potrebbe sorgere spontanea è: ma che cos&#8217;è il PXE (Pre-Boot Execution Environment)?? Il PXE non altro che una delle specifiche definite dal WfM (Wired for Management) di Intel la quale ha lo scopo di automatizzare la gestione dei client di rete in senso generico. Essa permette di far avviare una workstation attraverso un server di rete prima ancora che questa consulti il proprio Hard Disk od eventuali dispositivi rimovibili locali. In questo senso assicuriamoci consultando la guida del produttore della nostra scheda madre (nel caso di una scheda integrata) o quella del produttore della nostra scheda di rete (nel caso di una qualsiasi scheda PCI ad esempio) che il nostro computer conosca questo tipo di specifica.</p>
<p><strong><span style="color: #3366ff;">Il perché di questo HOWTO</span></strong></p>
<p>Questo &#8220;how to&#8221; risulta essere molto utile nelle seguenti situazioni:</p>
<ul>
<li>Si dispone di un client datato senza supporto CDrom</li>
<li>Si dispone di un client non datato ma con il lettore CDrom guasto</li>
<li>Non è vera nessuna delle precedenti condizioni ma si ha voglia di eseguire la solita e banale installazione del nostro sistema operativo GNU/Linux in modo originale ed altrettanto funzionale.</li>
</ul>
<p>In poche parole altro non vuole essere che una guida in italiano <span style="text-decoration: underline;">TESTATA</span> e <span style="text-decoration: underline;">FUNZIONANTE</span> allo scopo di descrivere il modus operandis da seguire anche un po&#8217; a dispetto di alcuni (la maggior parte) degli tutorial in inglese che ho avuto modo di consultare in un momento di estremo bisogno.</p>
<p>A questo punto è arrivato finalmente il momento di cominciare a divertirsi parlando di cose serie ed interessanti&#8230;</p>
<p><strong><span style="color: #3366ff;">Avvio del PC</span></strong></p>
<p>Avviamo un PC qualsiasi con una distribuzione GNU/Linux live od una qualsiasi distribuzione GNU/Linux (io ho utilizzato una debian-31r0a con kernel 2.4.27-2-386); se la distro/live distro di vostra scelta dovesse essere diversa non preoccupatevi ed assicuratevi solo che vi siano i seguenti pacchetti installati od installabili:</p>
<ul>
<li>tftpd-hpa</li>
<li>dhcp3-server</li>
</ul>
<p><span style="color: #3366ff;"><strong>Preparativi</strong></span></p>
<p>Procuriamoci la versione di Ubuntu che più ci aggrada; in questo esempio utilizzeremo la versione server. Una volta scaricata dovremo procedere quindi alla copia della cartella specifica /install/netboot in una cartella a piacere sul filesystem della nostra distro/live distro; i file in essa contenuti sono gli unici ad esser necessari ed indispensabili per l&#8217;installazione via rete del nostro OS. Seguititemi quindi in questi semplici passi:</p>
<pre>mkdir -pv /mnt/temp
mkdir -pv /mnt/iso
cd /mnt/temp
wget http://mirror.lugroma.org/ubuntu-releases/6.06/ubuntu-6.06.1-server-i386.iso
mount -o loop /mnt/temp/ubuntu-6.06.1-server-i386.iso /mnt/iso
cp -r /mnt/iso/install/netboot/* /var/lib/tftpboot</pre>
<p><span style="color: #3366ff;"><strong>Configurazioni di TFTP e DHCP</strong></span></p>
<p>Prima di deliziarci procediamo con la configurazione dei due servizi essenziali per l&#8217;installazione via PXE ovvero il TFTP server ed il DHCP server.</p>
<p>Cominciamo con il TFTPD e andiamo quindi ad editare il file /etc/default/tftpd-hpa assicurandoci che siano presenti ed eventualmente creando i seguenti parametri:</p>
<pre>#Defaults for tftpd-hpa
RUN_DAEMON="yes"
OPTIONS="-l -s /var/lib/tftpboot"</pre>
<p>In questo modo abbiamo configurato il servizio tftd sotto il superdemone inetd affinché all&#8217;avvio di quest&#8217;ultimo servizio supervisore venga automaticamente avviato a sua volta.</p>
<pre>/etc/init.d/inetd restart</pre>
<p>A questo punto passiamo alla configurazione leggermente più dispendiosa in termini di tempo del server DHCP andando a editare il file /etc/dhcp3/dhcpd.conf nel seguente modo:</p>
<pre>subnet &lt;la vostra rete&gt; netmask &lt;la vostra network mask&gt; {}
# es. subnet 192.168.0.0 netmask 255.255.255.0 {}
host hostpxe {hardware ethernet xx:xx:xx:xx:xx:xx; # MAC client ubuntu
fixed-address 192.168.0.71; # IP postazione Ubuntu
next-server &lt;IP distro&gt;; # opzionale ma fortemente consigliato!
filename "pxelinux.0"; # file di lancio installazione Ubuntu
}</pre>
<p>tutti gli altri parametri specificati nel file di configurazione possono rimanere invariati.</p>
<p>Procediamo quindi con l&#8217;avvio del nostro server DHCP con il seguente comando:</p>
<pre>/etc/init.d/dhcp3-server start</pre>
<p>stando attenti di controllare sul /var/log/syslog che non vi siano errori normalmente causati da errori di sintassi sul file appena editato.</p>
<p>Se non ci sono errori il gioco è fatto.<br />
<span style="color: #3366ff;"><strong>Configuriamo il nostro BIOS</strong></span></p>
<p>Configurare il bios della macchina sulla quale vogliamo installare il nostro Ubuntu Server affinché parta utilizzando la modalità PXE (oppure contrallre il bios della scheda di rete affinché venga abilitato)</p>
<p>A quesro punto, non avendo effettuato nessun errore, come per magia vedremo in un batter d&#8217;occhio lo spash-screen di Ubuntu pronto a registrare i passi necessari per la corretta finalizzazione dell&#8217;installazione.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>OpenVPN in ubuntu</title>
		<link>http://www.alphaoneweb.com/2009/03/30/openvpn-in-ubuntu/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 14:57:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linux]]></category>
		<category><![CDATA[Tutorials]]></category>
		<category><![CDATA[openvpn]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[vpn]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ciao a tutti&#8230;questa volta ho intenzione di scrivere nero su bianco (in realtà nero su azzurro) la procedura che ho eseguito per l&#8217;installazione e la configurazione di OpenVPN su Ubuntu&#8230;
Personalmente l&#8217;ho testata su Feisty Fawn ma sono convinto che la mia guida vada benissimo anche per le altre distro&#8230;almeno per quanto riguarda la configurazione lato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-116" title="openvpn_logo" src="http://www.alphaoneweb.com/wp-content/uploads/2009/03/openvpn_logo.png" alt="openvpn_logo" width="289" height="67" /></p>
<p>Ciao a tutti&#8230;questa volta ho intenzione di scrivere nero su bianco (in realtà nero su azzurro) la procedura che ho eseguito per l&#8217;installazione e la configurazione di OpenVPN su Ubuntu&#8230;</p>
<p>Personalmente l&#8217;ho testata su Feisty Fawn ma sono convinto che la mia guida vada benissimo anche per le altre distro&#8230;almeno per quanto riguarda la configurazione lato server <img src='http://www.alphaoneweb.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Bene&#8230;per gli scettici siamo alle solite&#8230;perchè mai potrei avere bisogno di configurare una VPN utilizzando OpenVPN pittosto che le solite PPTP/L2TP/IPSEC etc??<span id="more-111"></span></p>
<ul>
<li>La politica di sicurezza imposta nella rete in cui sto lavorando non permette il traffico su porte non standard verso Internet, impedendomi quindi qualsiasi tentativo di collegamento al PC di casa o al PC della mia azienda quando mi trovo da un cliente</li>
<li>Mi piace molto giocare on-line col mio RPG preferito ma la mia copia di valutazione del titolo non mi permette il collegamento se non all&#8217;interno della mia LAN (broadcast)</li>
<li>Sono uno che sta al passo coi tempi e non vuole sentir parlare di standard di collegamento..se voglio fare una VPN voglio essere libero di utilizzare il protocollo(TCP/UDP) e le porte che voglio!</li>
</ul>
<p>Prima di procedere con l&#8217;installazione del pacchetto fermiamoci a fare qualche considerazione in quando OpenVPN ci permette di avere a disposizione 2 differenti tipologie di collegamento:</p>
<p>La prima in <span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="color: #3366ff;">BRIDGING</span></strong></span> la quale ha i seguenti vantaggi:</p>
<ul>
<li>Propaga il traffico trasmesso via broadcast attraverso la VPN (molto utile in caso di on-line gaming)</li>
<li>Semplifica la configurazione in quanto non è necessario avere alcuna conoscenza sui principi di routing e rotte varie</li>
<li>Lavora molto bene con protocolli diversi dal TCP/IP come per esempio IPX/SPX, AppleTalk etc.</li>
</ul>
<p>e sostanzialmente nessuno svantaggio&#8230;</p>
<p>La seconda in <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #3366ff;"><strong>ROUTING</strong></span></span>:</p>
<ul>
<li>Sostanzialmente permette un ottimizzazione del traffico attraverso internet</li>
</ul>
<p>la quale presenta qualche svantaggio:</p>
<ul>
<li>Nel caso di una connessione LAN to LAN i client remoti devono necessariamente impostare l&#8217;utilizzo di un server WINS per riuscire ad effettuare un browse della rete</li>
<li>Devono essere configurate tutte le rotte di comunicazione necessarie</li>
<li>Non vengono instradate le comunicazioni broadcast</li>
</ul>
<p>Detto questo possiamo finalmente partire con il tour&#8230;e tanto per cominciare procediamo con l&#8217;installazione del pacchetto openvpn sul nostro sistema:</p>
<pre><span style="color: #99ccff;">$ sudo apt-get install openvpn
</span></pre>
<p>verranno quindi create le relative directory necessarie al programma ed in particolare la directory:</p>
<pre><span style="color: #99ccff;">/usr/share/doc/openvpn/examples/easy-rsa
</span></pre>
<p>all&#8217;interno della quale sono presenti i file sui quali almeno inizialmente ci concentreremo maggiormente.<br />
Per semplificarci la vita preoccupiamoci di creare (nel caso non fosse già presente) la directory /etc/openvpn copiandoci alcuni template estremamente utili al fine di ottimizzare il tempo a disposizione per la creazione della VPN sia lato server che lato client.</p>
<pre><span style="color: #99ccff;">$ sudo mkdir -pv /etc/openvpn
$ cd /usr/share/doc/openvpn/examples/sample-config-files
$ sudo cp server.conf /etc/openvpn
$ sudo cp client.conf /etc/openvpn
</span></pre>
<p>ok, fatto questo procediamo alla creazione della Certification Authority che avrà il compito di firmare ed autenticare i certificati client erogati per permettere il collegamento con il nostro server VPN. Il primo passo è quello di andare a modificare alcune variabili presenti nel file &#8216;vars&#8217; al fine di velocizzare il procedimento di creazione dei certificati, e nello specifico:</p>
<pre><span style="color: #99ccff;">$ cd /usr/share/doc/openvpn/examples/easy-rsa
$ sudo vi vars
[...]</span>
<span style="color: #99ccff;"># Increase this to 2048 if you are paranoid. This will slow
# down TLS negotiation performance
# as well as the one-time DH parms
# generation process.
# export KEY_SIZE=1024 # DEFAULT
export KEY_SIZE=2048 # PREFERISCO <img src='http://www.alphaoneweb.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </span>
<span style="color: #99ccff;"># These are the default values for fields
# which will be placed in the certificate.
# Don't leave any of these fields blank.
export KEY_COUNTRY=IT #&lt;--
export KEY_PROVINCE=LA_MIA_PROVINCIA #&lt;--
export KEY_CITY=LA_MIA_CITTA #&lt;--
export KEY_ORG="alphaoneweb.com" #&lt;--
export KEY_EMAIL=" Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo " #&lt;--</span>
<span style="color: #99ccff;">[...]
</span></pre>
<p>quindi:</p>
<pre><span style="color: #99ccff;"># . ./vars</span>
<span style="color: #99ccff;"># ./clean-all</span>
<span style="color: #99ccff;"># ./build-ca
</span></pre>
<p>che produrrà il seguente output:</p>
<pre><span style="color: #99ccff;">Generating a 2048 bit RSA private key
............++++++
...........++++++
writing new private key to 'ca.key'
-----
You are about to be asked to enter information that will be incorporated
into your certificate request.
What you are about to enter is what is called a Distinguished Name or a DN.
There are quite a few fields but you can leave some blank
For some fields there will be a default value,
If you enter '.', the field will be left blank.
-----
Country Name (2 letter code) [IT]:
State or Province Name (full name) [LA_MIA_PROVINCIA]:
Locality Name (eg, city) [LA_MIA_CITTA]:
Organization Name (eg, company) [alphaoneweb.com]:
Organizational Unit Name (eg, section) []:
Common Name (eg, your name or your server's hostname) []:OpenVPN-CA
Email Address [ Indirizzo e-mail]:</span></pre>
<p>a questo punto procediamo con la generazione di un certificato per il server:</p>
<pre><span style="color: #99ccff;">./build-key-server server</span></pre>
<p>come nel passo precedente, alcuni parametri possono essere lasciati come di default a parte il &#8216;Common Name&#8217; dove inseriremo un&#8217;identificativo del nostro server che per semplicità sarà &#8217;server&#8217;</p>
<p>bene&#8230;ora prepariamo la configurazione per il lato SERVER della nostra VPN editando il file /etc/openvpn/server.conf come il seguente:</p>
<p><a title="OpenVPN Server Configuration" href="http://www.alphaoneweb.com/wp-contents/uploads/openvpn_client.conf" target="_blank"><a class="downloadlink" href="http://www.alphaoneweb.com/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=1" title="Version1.0 downloaded 387 times" >OpenVPN Server.conf (387)</a> <a class="downloadlink" href="http://www.alphaoneweb.com/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=2" title="Version1.0 downloaded 271 times" >OpenVPN Client.conf (271)</a></a><a title="OpenVPN Server Configuration" href="http://www.alphaoneweb.com/wp-contents/uploads/2009/03/openvpn_server.conf" target="_blank"></a></p>
<p>A questo punto sarà necessario avviare OpenVPN con il seguente comando:</p>
<pre><span style="color: #99ccff;">sudo /etc/init.d/openvpn start</span></pre>
<p>Ok&#8230;fatto questo passiamo alla configurazione del client&#8230;.generandone prima un certificato:</p>
<pre># ./build-key client1</pre>
<p>come nei passi precedenti, alcuni parametri possono essere lasciati come di default a parte il &#8216;Common Name&#8217; dove inseriremo un&#8217;identificativo del nostro client che per semplicità sarà &#8216;client1&#8242;</p>
<p>Ormai siamo giunti al termine&#8230;ci manca solo (visto il file di configuazione del nostro server) di generare una chiave Diffie Hellman che per la cronaca si tratta di un protocollo che permette a due parti di scambiare una chiave attraverso un canale non sicuro senza alcun bisogno che vi sia stata prima una qualsiasi comunicazione tra questi.</p>
<p>Per maggiori info visitate: <a title="RSA" href="http://www.rsa.com/rsalabs/node.asp?id=2248" target="_blank">http://www.rsa.com/rsalabs/node.asp?id=2248</a></p>
<pre><span style="color: #99ccff;"># ./build-dh</span></pre>
<p>Ci vorrà un po&#8217; di tempo ma produrrà il seguente output:<span style="color: #99ccff;"><br />
</span></p>
<pre><span style="color: #99ccff;">
Generating DH parameters, 2048 bit long safe prime, generator 2</span>
<span style="color: #99ccff;">This is going to take a long time
.................+...........................................</span>
<span style="color: #99ccff;">
...................+.............+.................+.........</span>
<span style="color: #99ccff;">
......................................</span></pre>
<p>Ok&#8230;abbiamo finalmente terminato. Non ci resta che testare il tutto!</p>
<p>Buon divertimento</p>
<p><span style="color: #3366ff;">References:</span></p>
<p><a title="OpenVPN" href="http://www.openvpn.net">http://www.openvpn.org</a></p>
<p><span style="color: #3366ff;">FAQ Rilevate su Internet:</span></p>
<ul>
<li>Come client di collegamento al mio server linux utilizzo Windows Vista e non capisco come mai ma la VPN sembra negoziare correttamente&#8230;solo non riesco a comunicare con il mio server e viceversa&#8230;?</li>
</ul>
<p>L&#8217;attuale versione stabile di OpenVPN (2.0.9) ha dei problemi con Windows Vista&#8230;vi consiglio vivamente di utilizzare la beta4 (o successive) sempre liberamente scaricabili dal sito ufficiale.</p>
<ul>
<li>Il mio server mette in comunicazione client multipli&#8230;ma non riesco a comunicare con nessuno di essi&#8230;cosa sbaglio?</li>
</ul>
<p>E&#8217; <strong><span style="color: #3366ff;">importante</span></strong> assicurasi che sul file di configurazione del server vi sia il parametro &#8216;client-to-client&#8217; abilitato (decommentato) ed inoltre che il server sia configurato per fare IP Forwarding.</p>
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		</item>
	</channel>
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